OCCITAMO 2026
Cultura, Musica e Tradizioni Occitane
PRIMA DOC, la primavera, la partenza. SANT JUAN, il solstizio, e la grande stagione estiva alle porte. IL FESTIVAL, i giorni centrali dell’estate e il ferragosto. UVERNADA, il grande incontro delle genti occitane che salutano la stagione di danze e feste, il tempo di un ultimo grande ballo comune, aspettando le veglie e i focolari dell’inverno.
Ecco. Occit’amo fa ciò che da sempre sa fare. Narra la storia di un territorio, la sua tradizione, con i linguaggi del contemporaneo e, soprattutto, con chi li vive. Concerti, stage, tanta formazione per giovani e giovanissimi. Ancora, tanti momenti collaterali per passeggiare, osservare le albe, giocare nei laboratori, godere le Terre del Monviso.
Occit’amo torna nel 2026 con un calendario diffuso tra vallate alpine, borghi, rifugi e piazze delle Terre del Monviso, confermandosi uno dei principali festival dedicati alla cultura occitana e alla contaminazione tra musica, territori e comunità. Un progetto culturale itinerante che attraversa Valle Po Bronda, Valle Varaita, Valle Maira, Valle Grana, Valle Stura, Valle Infernotto e pianura saluzzese, intrecciando concerti, escursioni, spettacoli, formazione e valorizzazione del patrimonio alpino.
L’edizione 2026 – dopo una fortunatissima e partecipata anteprima in maggio con Prima D’Oc a Demonte – prenderà avvio dal Monte Roccerè, tra Valle Maira e Valle Varaita, con la Festa di San Joan (o San Giovanni), appuntamento simbolico che nel giorno del solstizio inaugura il percorso estivo del festival tra tradizione, convivialità e musica popolare. Da qui Occit’amo si svilupperà lungo tutto l’arco delle vallate occitane con eventi che uniranno cultura, paesaggio e partecipazione.
Il ritorno della Cobla Catalana
Occit’amo torna nel 2026 con un calendario diffuso tra vallate alpine, borghi, rifugi e piazze delle Terre del Monviso, confermandosi uno dei principali festival dedicati alla cultura occitana e alla contaminazione tra musica, territori e comunità. Un progetto culturale itinerante che attraversa Valle Po Bronda, Valle Varaita, Valle Maira, Valle Grana, Valle Stura, Valle Infernotto e pianura saluzzese, intrecciando concerti, escursioni, spettacoli, formazione e valorizzazione del patrimonio alpino.
L’edizione 2026 – dopo una fortunatissima e partecipata anteprima in maggio con Prima D’Oc a Demonte – prenderà avvio dal Monte Roccerè, tra Valle Maira e Valle Varaita, con la Festa di San Joan (o San Giovanni), appuntamento simbolico che nel giorno del solstizio inaugura il percorso estivo del festival tra tradizione, convivialità e musica popolare. Da qui Occit’amo si svilupperà lungo tutto l’arco delle vallate occitane con eventi che uniranno cultura, paesaggio e partecipazione.
Rifugio Alpetto: 160 anni di storia alpina
Suggestivo l’evento del Rifugio Alpetto, in collaborazione con il Parco del Monviso, organizzato in occasione dei 160 anni del primo rifugio alpino italiano. Un appuntamento dedicato alla memoria e alla cultura alpina, nel quale le cornamuse e gli strumenti tradizionali accompagneranno il pubblico in uno dei luoghi simbolo della storia dell’alpinismo italiano.
Il Giro di Viso: musica lungo i sentieri
Grandi ospiti della scena culturale italiana
Accanto alla dimensione musicale e territoriale, Occit’amo continuerà a ospitare importanti protagonisti della scena culturale italiana. A Saluzzo arriveranno i Patagarri con il loro gipsy jazz tra ironia e libertà, e il grande storyteller sportivo Federico Buffa con “Olimpiadi tra guerra e pace”, racconto che intreccia sport, storia e memoria civile – in collaborazione con Borgate dal vivo. E ancora Paolo Ruffini, Francesco Costa, Roberta Bruzzone, ospiti di Attraverso Festival al Quartiere di Saluzzo.
E molto altro ancora
Ma Occit’amo è anche molto altro: è il lavoro della Grande Orchestra Occitana, che coinvolge decine di giovani musicisti; è la riscoperta delle danze tradizionali guidate da Daniela Mandrile; è il teatro di comunità di “Pedalando tra le storie”, che attraverserà borghi e vallate raccogliendo racconti e memorie; è la formazione musicale internazionale che porterà nelle Terre del Monviso studenti e artisti provenienti da altre aree occitane europee.
Occit’amo si conferma come un’esperienza culturale condivisa capace di unire musica, paesaggio, sostenibilità e partecipazione, accessibilità e promozione del territorio, mantenendo al centro le comunità delle Terre del Monviso e il loro patrimonio culturale.