Le 4 stagioni di Occit’amo - La Primavera
Comune di Demonte | Proloco Demonte e Unione Montana Valle Stura
Prima D’oc, la festa occitana che apre l’anno delle danze e degli incontri tra Italia e Francia, continua a crescere e all’interno del festival Occit’amo diventa il primo grande appuntamento delle terre occitane. Giunta alla 21ª edizione, Prima Doc è la manifestazione dove tradizione ed innovazione animano il comune di Demonte, Valle Stura, per una grande festa che apre la stagione delle danze. Liutai, musicisti e il pubblico si incontrano per le strade e per le piazze in un continuo scambio. Un luogo dove i vari strumenti musicali della tradizione occitana hanno un proprio spazio ed una propria connotazione, per poi unirsi, dopo 2 giorni di studi ed approfondimenti, in un insieme unico ed irripetibile. Il 2026 porta con sé, per la prima volta, o scambio di formazione e cultura degli strumenti della tradizione tra Italia e Catalogna. Un passo in avanti nella collaborazione con l’Istituto Llull di Barcellona volta a implementare, di anno in anno, gli scambi e il confronto tra musiche, danze, maniere di raccontare la musica sempre innovandola. Maestri liutai, gusto delle vallate, musica e danza, a voi PRIMA D’OC.
Occit’amo Festival con Sergio Berardo, Direttore Artistico e anima della manifestazione che da oltre dieci anni percorre le vallate occitane delle Terre del Monviso, si affianca ancora una volta all’importante lavoro di Comune di Demonte, Proloco Demonte, unione Montana Valle Stura che, anno dopo anno, hanno saputo stringere relazioni e costruire una kermesse che unisce, attraverso i Colli della Lombarda e della Maddalena, Italia e Francia.
Da giovani tracciamo i sentieri che continueremo a battere per tutta la vita, seguendo, come le ochette di Konrad Lorenz, quelle suggestioni che ci hanno colpito e man mano si stratificano e si arricchiscono, diventando il nostro sogno. Ero veramente ancora un ragazzo, alla ricerca delle radici di terra che la mia generazione figlia del boom aveva visto recise e derise, quando mi sono reso conto di stare seduto sul bordo di una miniera d'oro. Vivevo ai piedi delle montagne e quelle montagne rimandavano ad altri orizzonti, altri valichi, altri passaggi, altri paesi: tutto un mondo era lì, fieramente pieno di storia, di memoria, di poesia, di bellezza, di musica. Era l'Occitania, dai mille volti e dalle mille vicende in cui una giovanissima fantasia iniziò a calarsi, combattendo con il Conte di Tolosa contro i crociati del nord, mischiandosi alla folla dei viticultori nella lotta di Marcelin Albert, cantando con i Trovatori, viaggiando e suonando alle fiere con i Violaires ambulanti. E proprio la musica, la parola, il canto sono diventati la mia "rota" occitana, cammino su cui ho scoperto quanta grandezza e quanta ricchezza si possano incontrare. Gli strumenti, dalla ghironda dei succitati suonatori ambulanti che segnarono un'epopea plurisecolare fatta di viaggio, avventura, racconti e incontri, alle cornamuse, formidabile panoplia di otri che catturano il vento per farne gioia o lamento. In Occitania se ne conta una decina di tipologie differenti, c'è la minuscola boha delle Lande, così come la Bodega gigante della Montagna Nera. Gli oboi pirenaici, guasconi, lengadociani figli di quegli strumenti nobili che ammiriamo negli affreschi del castello della Manta. I flauti, dal fifre, marziale figlio della strada e delle battaglie al galobet, raffinato accompagnamento delle feste provenzali. E poi i violini dei poveri, "fiddle" non "violin", lhi semitons e lhi armònis, fisarmoniche dell'ultima allegria contadina. Tutti da suonare per il ballo: momento di socializzazione e di cultura che dalle nostre parti è stato riscoperto, rivitalizzato ed è diventato sempre più importante e diffuso. Da quando ho iniziato a reinventarmi la musica occitana (perché una tradizione, checché ne dicano i soloni barbosi della tassidermia popolare, va inventata, non difesa) il progresso è stato formidabile. Da fenomeno molto localizzato o marginale, la musica occitana è diventata una realtà sociale importantissima per le Valli e le zone vicine. Non si contano feste, balli, rassegne ecc. Una manifestazione che sta in vetta alle mie preferenze, oltre all'ormai leggendario concerto di S. Magno (il Ferragosto a 1.800 metri con la ‘nostra’ musica) è Primadòc. Nata come piccolo incontro dei miei allievi e pochi altri amici, in tempi pionieristici, questa kermesse è diventata con gli anni una celebrazione orgogliosa del contrabbando musicale occitano. Ben lontana dall'essere da sempre una forma di folklorismo microsovranista, la musica occitana si caratterizza dall'avere nello scambio, nel confronto, nell'incontro la propria principale ragione di essere. E Primadòc è questo: i suonatori, i cantori, i ballerini, i liutai dei due versanti alpini che si ritrovano a condividere musiche, danze, canzoni, amicizie e, soprattutto, festa. Arriveranno dalla Provença, dalla Contea di Niça, dal Lengadòc, dall'Auvernha, dalla Gasconha come pure dalle terre sorelle Aragona, Catalonha e Calabria (con le zampogne) a testimoniare che la musica popolare ci fa stare insieme da qualsiasi posto noi arriviamo.
Sergio Berardo - Direttore artistico festival Occit'amo
01
VENERDÌ
MAGGIO
Proiezione Docufilm
LA GRANDE ORCHESTRA OCCITANA
02
SABATO
MAGGIO
Stage di canto occitano
Passeggiata con Accompagnatore naturalistico
In direzione area Castello e visita guidata
Silvia Mattiauda – cell. 347 1942878
Concerto con la scuola di cornamusa dei Pirenei
Le danze occitane con Daniela Mandrile
Cedric Bachelerie - Ballo
GRAN GALA STRUMENTI TRADIZIONALI + SERGI LLENA & CEDRIC BACHELERIE
Gemellaggio Catalogna, Aragona e Auvergne e contea di Nizza
03
DOMENICA
MAGGIO
Mercato dell’artigianato e della liuteria
Santa Messa + Aperitivo Occitano
Pranzo con piatti occitani
Gruppi e bande in concerto lungo le strade e i porticati
Gran Ballo Finale
Ritrovo all'Anfiteatro con tutti i musicisti per gran Ballo finale
Info e Prenotazioni ( Cena e Pranzo )
Ufficio Turistico +39 0171 955903
INGRESSO LIBERO