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ALDO CAZZULLO & MONI OVADIA

10 Luglio alle 21:30 - 23:00

IL ROMANZO DELLA BIBBIA

Con le musiche dal vivo di GIOVANNA FAMULARI

Luci e direzione tecnica STEFANO DELLE PIANE

 

Una storia narrata a due voci: Aldo Cazzullo racconta e Moni Ovadia lo accompagna
con letture, interventi e canti.
Le musiche – che spazieranno dal sacro al contemporaneo – saranno a cura di
Giovanna Famulari.
Il racconto toccherà alcuni degli episodi e dei personaggi più noti dell’Antico
Testamento: dalla Creazione a Sodoma e Gomorra, da Adamo ed Eva all’Arca di Noè,
da Abramo fino alla profezia di Isaia che preannuncia e lascia intravedere l’arrivo del
Messia.
Sullo sfondo le spettacolari testimonianze che queste storie hanno lasciato nelle arti
visive, vere fonti di ispirazione nei secoli dei più grandi artisti

ALDO CAZZULLO
Entra a La Stampa come praticante nel 1988. Nel 1998 si trasferisce a Roma. Nel 2003, dopo quindici anni
a La Stampa, passa al Corriere della Sera dove è inviato speciale ed editorialista. Ha raccontato i principali
avvenimenti italiani e internazionali degli ultimi 25 anni, in particolare le elezioni di Chirac, Erdogan, Bush,
Abu Mazen, Netanyahu, Sarkozy, Obama, Cameron, Hollande, Trump, Macron, Sanchez, Johnson, oltre ai
referendum sull’Europa, da quello francese su Maastricht (1992) alla Brexit.
Ha seguito cinque edizioni dei Giochi Olimpici (Atene 2004, Torino 2006, Pechino 2008, Londra 2012, Rio
2016) e cinque Mondiali di calcio, compresa la vittoria degli Azzurri in Germania nel 2006. Ha intervistato
Bill Gates, Steven Spielberg, Keith Richards, Jacques Le Goff, Don De Lillo, Mario Vargas Llosa, Daniel Day
Lewis, Gérad Depardieu, Nigel Farage, Marine Le Pen e Rafael Nadal oltre ai protagonisti della vita pubblica
italiana.
Ha dedicato oltre venti libri alla storia e all’identità italiana, sia in chiave critica – come Outlet Italia (2007),
L’Italia de noantri (2009) – sia in difesa della storia e delle potenzialità del nostro Paese. Viva l’Italia! (2010),
Basta piangere! (2013), Possa il mio sangue servire (2015), Metti via quel cellulare (2017), scritto con i figli,
hanno tutti superato le centomila copie; La guerra dei nostri nonni le duecentomila. Dal 10 gennaio 2017 è
titolare della rubrica delle lettere del Corriere della Sera, succedendo a Sergio Romano[3]. Il 19 settembre
2018 esce Giuro che non avrò più fame. L’Italia della Ricostruzione, edito da Mondadori.
Nel 2020 pubblica “A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia”, grande successo editoriale da
oltre 250.000 copie vendute, destinato a diventare uno spettacolo teatrale portato in scena con il cantante
Piero Pelù a partire da giugno 2021

MONI OVADIA
Moni Ovadia – Uomo di teatro, attivista dei diritti civili e sociali
Nato a Plovdiv in Bulgaria nel 1946, da una famiglia ebraico-sefardita, alla fine degli anni ’40 si trasferisce a
Milano con la famiglia.
Formatosi come cantante di musica popolare sotto la guida di Roberto Leydi col gruppo Ensemble Havadià,
nel 1984 si dedica al teatro avviando una serie di collaborazioni con numerose personalità della scena tra
cui Pier’Alli, Bolek Polivka, Tadeusz Kantor, Giorgio Marini, Franco Parenti. È questa per Moni Ovadia,
l’occasione di fondere le proprie esperienze di attore e di musicista, dando vita alla proposta di un “teatro
musicale” lungo il quale ancora oggi opera la sua ricerca espressiva.
Nel 1993 con Oylem Goylem, una creazione di teatro musicale in forma di cabaret, Ovadia si impone
all’attenzione del grande pubblico e della critica giornalistica.
A questo spettacolo ne seguiranno molti altri quali Dybbuk, Ballata di fine millennio, Il caso Kafka,
Mame,mamele,mamma,mamà… Il Banchiere errante, L’Armata a cavallo, Le storie del Sig.Keuner, Il
Violinista sul tetto, la Bella utopia, solo per citarne alcuni, fino ai più recenti “Le Supplici” di Eschilo, “Liolà”
di Luigi Pirandello e “Dio ride, nish koshe”.
Per il cinema ha lavorato con Nanni Moretti, Mario Monicelli, Roberto Andò, Roberto Faenza e altri.
Radio, dischi, libri, lezioni universitarie, fanno da contrappunto alla sua attività principale.
Per 5 anni è stato Direttore Artistico di Mittelfest (Festival della cultura mitteleuropea) di Cividale del Friuli.
Dal mese di marzo 2021 è Direttore della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara.
Nel corso di questi anni gli sono stati conferiti numerosi premi alla carriera e all’impegno civile tra i quali,
come egli stesso ama ricordare, il “Sigillo per la pace”, conferitogli dalla città di Firenze, il “Premio Franco Enriquez” per l’impegno civile, il “Premio Speciale UBU 1996” per la sperimentazione teatrale, il “Premio
Govi” dalla città di Genova e nel 2009 dal Presidente della Repubblica Italiana il Premio De Sica per il teatro
e nel 2010 il prestigioso Premio Musatti dalla Società Psicoanalitica Italiana.
Moni Ovadia, oggi è considerato uno dei più prestigiosi e popolari uomini di cultura ed artisti della scena
italiana. Il suo teatro musicale, ispirato alla cultura yiddish che ha contribuito a fare conoscere e di cui ha
dato una lettura contemporanea, è unico nel suo genere, in Italia ed in Europa. Il suo pubblico abbraccia
tutte le generazioni.
E’ anche noto per il suo costante impegno etico e civile a sostegno dei diritti e della pace.

Dettagli

Data:
10 Luglio
Ora:
21:30 - 23:00
Categorie Evento:
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